LetteraL

Mese: dicembre, 2012

SOFT & WET

Il pubblico sta urlando a gran voce , il suono di migliaia di gole si uniscono in un fragoroso ed informe grido , sempre sulla stessa nota e sulla stessa emozione. Lui intanto è nel camerino che viene truccato : un po’ di fondotinta , un tocco di matita, i capelli fissati con della lacca sono vaporosi e cespugliosi. Riesce a sentire lo scalpitare della folla, delle migliaia e migliaia di persone che pigiano contro le transenne, mentre corpulenti body-guards sudano duro per mantenere tutti dietro una sottile linea grande quanto un braccio. Qualche metro più avanti ed il palco è ancora oscuro e buio.

Lui sta sudando come quelle body-guards ma per l’esatto contrario : dovrà rompere ogni barriera col suo pubblico, dovrà trasportarli in altri mondi , dovrà farli alzare con la sua voce fino a far stendere le braccia al cielo che li riveste entrambi , lui ed il pubblico. Il trucco intanto si scioglie sotto le sue gocce di sudore; fa uscire tutti dal suo camerino e chiude gli occhi sedendosi sulla sua sedia. Spegne ogni luce e sente quella linea di chitarra che lo penetra, lo prende da ogni angolo. lo colpisce ai fianchi, lo violenta, apre la bocca, suda ancora di più ed urla primordialmente. E’ pronto.

Afferra la chitarra viola che è stata tenuta in mano da qualche assistente; la preme contro il ventre, sfiora qualche corda , la collega agli amplificatori del palco e pizzica delicatamente una corda : una nota ed il boato dopo. Sono tutti a bocca aperta nell’urlo viscerale.

Luci sul palco, viola , giallo ed effetti pirotecnici ; fumo, tanto fumo mentre la batteria viene colpita senza pietà dalla mano del batterista: violentemente ed a tempo, un piacere carnale. Lui entra da un lato del palco, senza particolari effetti speciali ; la musica è speciale già di suo.

Preme la sua chitarra contro il ventre, sente l’emozione salire, il cuore batte violentemente nel petto, sembra voglia uscire ed inizia a percepire quella sorta di bruciore alle estremità del suo corpo. Il suo membro si strofina sul retro liscio della chitarra; nessuno vede cosa sta accadendo. Ma poi la chitarra lo tradisce: schizza un pezzo dalla carica sensuale , pieno di voglie e piaceri. Un ventaglio si sensazioni si aprono sulle note toccate sapientemente dal folletto dell’amore. Non ha ancora aperto la bocca per cantare, ma sta gridando lontano dal microfono blu elettrico poco vicino . Urla come Satana , o  come un coro di Angeli nel piacere più alto e lo stesso fa quella folla di braccia alte e sottili illuminate a flash di fotografie insane.

Viene fuori il suono, tra turgori fisici e d’animo, la musica si alza fino ai vertici massimi del volume, le gole gridano e ne vogliono sempre più , lo desiderano come piccoli animali incapaci di procurarsi quel voluttuoso cibo degli dei.

Si avvicina al microfono con passi lenti e con il bacino sciolto. La musica è il sesso dell’animo umano.

Liberamente ispirato ad un’artista unico al mondo.

Immagine

Green

Green. Fumo, alcool ed un gilet di jeans