Green ( II )

di LetteraL

Cleveland, Ohio. Neighborhood: Scovill Ave.                                         06.23.1996            

Esce di casa sbattendo la porta in legno ; è in lacrime e trema per la rabbia e la paura . Non sa dove andare perché la sua casa , quella in cui la madre l’aspetta , è a 20 miglia da quello squallido quartiere in cui si trova. I capelli scomposti e la giacca sventola rumorosamente al vento ; quella non è la sua giacca , l’ha presa sulla poltrona e se l’è infilata alla veloce uscendo ed ha una stampa della bandiera americana all’interno.

Cammina velocemente a braccia conserte lungo il marciapiede mentre nell’indifferenza totale passano le altre persone ; neanche lei riesce a vederli perché le lacrime sgranano ogni immagine . Una però riesce a vederla nitida davanti ai suoi occhi ; un pugno sulla guancia , una persona che cade e la polvere sotto il letto. Ai piedi gli anfibi neri appesantiscono ogni passo , più cammina e più sente di non potercela fare e che , ormai , è destinata a rimanere in quella fogna del mondo. Una squallida città con squallide persone e squallidi edifici con i vetri rotti e il ferro che sporge dai calcinacci.

Lui è riverso a terra, una sottile schiuma bianca fuoriesce dalla sua bocca , ha gli occhi spalancati ed è in preda alle convulsioni. Non gli era bastato uno spinello, voleva esagerare e provare un nuovo modo di fumare il crack . La piccola bustina è ancora sul tavolo in cui ci sono accendini, una pipetta lucida ,polvere ed erba. C’era un odore di plastica bruciata fastidioso e l’ambulanza non arrivava. Non arrivò mai, poi.

Lei inciampa tra i lacci slegati degli anfibi , cade e rimane a terra ad occhi chiusi mentre la nausea saliva e la pancia era scoperta. Le gira la testa , non riesce ad alzarsi perché non ha equilibrio e il dolore alla bocca è lancinante. Passano i minuti, tra l’indifferenza generale e sguardi disgustati delle persone che la oltrepassavano.

Da lontano una Tahoma grigio scuro si avvicina lentamente finché non le si affianca ; apre la portiera del passeggero e un uomo di mezza età la guarda ; lei , stanca e ancora confusa apre gli occhi e si accorge di lui. La sua faccia è livida , un grande ematoma violaceo macchia la sua guancia e del sangue fuoriesce dalla bocca e forse ha un dente rotto.La raccolgono , la posizionano con delicatezza sul retro della macchina che parte dolcemente ; lei chiude gli occhi e sviene, probabilmente.

E’ sposata con un uomo e oggi ha un bambino .La cicatrice sul labbro c’è ancora , ma la copre con del  rossetto scuro.Immagine