Terzo racconto ordinario

di LetteraL

III

I

04.07

Sono un’ape! Ho 4 giorni compiuti e oggi mi preparo per andare alla ricerca di nettare per la prima volta. Ieri sera non ho dormito per nulla perché ero molto agitato. La mamma ha raccomandato me ed  i miei 50 fratelli di fare attenzione e di stare lontani dalle case degli uomini, perché sanno essere molto cattivi, anche se vivono in bellissime case colorate e profumate.

04.08

Finalmente posso raccontare la mia giornata di volo. E’ stata fantastica, ma per certi versi è stata anche terrificante. Io ed i miei compagni abbiamo trovato qualche fiore da succhiare subito : erano squisiti! Alcuni sapevano di zucchero, erano dolci e gialli e con petali bianchi, altri erano un po’ più amari e sono delle volte rosa pallido, rosso o bianco. Mi sono allontanato dal gruppo per avvicinarmi ad una casa gialla che da lontano sembrava un enorme fiore; dalle finestre riuscivo a vedere che dentro vi abitavano una signora ed un ragazzino. Poi da una stanza è uscito un signore grasso . Sapevo che era pericoloso stare lì vicino, ma c’era un grosso fiore bianco , pieno di squisita melassa. Era come quella che gli uomini chiamano prostituta : ricca, riboccante di voglia, pronta ad essere affondata e traboccante di piacere. Questo lo so perché un mio amico ne ha visto una che stava camminando al bordo della strada , con dei vestiti troppo piccoli per lei, e che è stata fermata poi da un grande signore in una macchina.

Insomma mi sono avvicinato al fiore e piano piano , per aumentare il piacere, mi sono immerso nel liquido giallastro. Ragazzi che goduria ! Sembrava di essere nell’alveo, quando si è ancora una larva. Sono riemerso un paio di volte per riprendere fiato; non mi ero accorto che alle mie spalle c’era il ragazzino che, improvvisamente, ha iniziato ad urlare vedendomi. Io per tranquillizzarlo mi sono avvicinato, ma lui si è spaventato ancora di più : muoveva le mani in aria, faceva delle facce strane e degli strani scatti con la testa.

Allora ho pensato che fosse malato e che era meglio posarsi, sederci , bere qualcosa insieme e parlarne. Ma lui non voleva saperne niente ; continuava a gridare come quando l’ape regina scopre di essere spiata da un fuco. Che ridere ! SBAM!

Un giornale arrotolato mi ha mancato per poco. Mi sono girato e ho visto il grassone che stava alzando nuovamente il giornale per colpirmi ancora , ma pesando circa diecimila grammi in meno di lui, mi sono spostato velocemente.

Ha ragione mamma quando dice che sono cattivi: io aggiungerei che sono pure grassi ed isterici, questi uomini. Comunque poi ho ritrovato il gruppo e ci siamo fermati in un piccolo boschetto per riposarci. E’ stata una bella giornata.

04.09

Questa mattina sono uscito più tardi di casa perché ero stanco. Quello che ho visto ha dell’assurdo ; davanti al ciuffo di margherite dei giardini pubblici ho visto il grassone di ieri steso per terra. Sopra la testa aveva delle ruote di una macchina enorme. Era strano perché questa volta non si muoveva proprio : la testa era come schiacciata e della poltiglia rossa e bianca fuoriusciva.

Che buffo! Un occhio era completamente saltato fuori dall’orbita per quanto l’avevano spremuto. Sembrava stesse strabuzzando gli occhi di fronte ad una bella ragazza. C’era tanta gente intorno che urlava e correva come nel gioco delle sedie quando sta per finire la musica. Per vederci meglio sono sceso fin sull’asfalto e sono salito sulla sua testa. Devo dire che il puzzo era tremendo, ma era così divertente giocare con quegli ammassi molli del grassone!

Poi un uomo vestito di bianco, lì vicino, con dei guantini bianchi ha iniziato a gesticolare: sembrava uno di quegli artisti di strada che mimano le azioni.

Che ridere ! E’ stato tutto così divertente.

Poi mi ha chiesto di andarmene via con il solito gesto che gli esseri umani fanno alla nostra vista, ed io me ne sono andato perché era anche molto tardi e rischiavo di dover fare la fila per mangiare nel cespuglio di margherite.