Quel rumore che fanno i divani di pelle quando qualcuno si muove

di LetteraL

La vita è un morso

C’è una stanza dal soffitto molto basso; è un salotto. La moquette è lisa, e le pareti hanno la stessa tinta perla. Un divano e due poltrone vicino alle finestre. Una pianta verde alta e rigogliosa ha delle foglie larghe e palmate. C’è molta umidità nella stanza e le finestre sono chiuse. Le tende non si muovono e le foglie non danzano. Sul divano di pelle ci sono delle grinze; qualcuno era seduto lì poco fa. ; si torcono le fibre, crepitano, si dilaniano e urlano per un brevissimo istante. Quando c’è troppo freddo, o troppo caldo, in un ambiente chiuso i mobili in legno emettono dei colpi, degli scricchiolii forti. Di notte i rumori sono amplificati. Fuori si vedono dei volti alle finestre: urlano ma i vetri non lasciano passare suoni. Sono disperati e guardano in alto allungando le braccia. Nel lavandino c’è una tazza larga di ceramica sotto il rubinetto; il rubinetto gocciola. La tazza non è ancora piena d’acqua. La lampada era già accesa? Ora sembra ci sia più caldo dentro la stanza. Le tende si muovono impercettibilmente. Un tonfo terribile. Le persone fuori dalla casa urlano e si disperano. Una donna si accascia a terra. C’è fango e i capelli si impregnano. Il corpo giovane giace in posa. Le braccia torte, lo sterno frantumato. La testa perde sangue. Gli occhi aperti. I vetri non lasciano passare suoni. Quel rumore che fanno i divani di pelle quando qualcuno si muove. La lampada ha una breve intermittenza. Quando le falene percepiscono del calore, vi si avvicinano pericolosamente. C’è odore di terra fresca, appena smossa. Nello specchio il riflesso di una poltrona e della lampada. C’è un insetto sullo specchio e sembra si stia muovendo sulla lampada. Non ci sono ombre. La tazza non è ancora piena di acqua. Un pezzo di terriccio ci è caduto dentro. Si scioglie lento. Il ronzio del frigorifero. In questa casa c’è molto legno. Al piano di sopra sta bruciando. Quando le falene percepiscono del calore, vi si avvicinano pericolosamente. Compare un’oca sul tavolo. Bianca e pura non schiamazza. Gira il collo e si alza. Le sue piume servono per i migliori cuscini, per i migliori sogni. Tutte le luci si accendono nella stanza. Raggiungono presto la massima luminosità. Dell’oca rimane solo il becco e gli occhi sospesi nell’aria.  Tutto si rende abbagliante. Il ronzio del frigorifero. La perla splende di più. Tutto si spegne di colpo. Secondi e si riaccende la lampada. La tazza è piena di terra e acqua. La fanghiglia tracima e cade nello scolo. Gorgheggia greve. Un passo entra dalla porta. La moquette si schiaccia. Si consuma e viene sporcata. Terra anche sulla moquette. Il corpo viene adagiato sul divano di pelle. Gocciola sangue dalle mani. Un lato del volto è completamente deforme. Il fango si incrosta sul divano. La tazza viene presa e sollevata. La fanghiglia viene spalmata sul suo volto. Qualche goccia cade sulla moquette. Nessuno vuole parlare. La sua mano viene risollevata. La poggiano sul suo petto ma scivola. Viene sollevata di nuovo. Scivola e tocca terra penzolando. Sorrisi. Tutti si girano e in silenzio escono dalla stanza urtandosi un poco. Salgono le scale in fila. Scricchiola il legno sotto il peso di una famiglia più piccola. L’ultimo piede sale il gradino che geme più degli altri.  Poi svanisce. In questa casa c’è molto legno. Quando c’è troppo freddo, o troppo caldo, in un ambiente chiuso i mobili in legno emettono dei colpi, degli scricchiolii forti.

Spegno la lampada. Mi siedo sulla poltrona per guardarlo. Finché non arriva il mattino. Non bisognerà più accendere la luce. La luce; non bisognerà più accenderla. Accendo la tv. Di nuovo, alla porta si fa avanti. I suoi capelli ancora bagnati. Perdono fango. Accende la lampada e mi guarda. Chiude un occhio. Ci poggia l’indice sopra e preme un po’. Compaiono lucciole. Io spengo la tv. Bisogna guardarlo. L’oca viene adagiata sul suo petto. Nello specchio il riflesso di una poltrona e della lampada. Ci sono anche io nel riflesso. C’è l’insetto ancora sullo specchio. Mi abbasso per slacciare una scarpa. La tolgo dal piede. Guardo con più attenzione. C’è del fango sulla sua punta. C’è molta umidità nella stanza e le finestre sono chiuse.

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polish, lucido